Forse nessun altro popolo antico si è appassionato ai profumi quanto quello egizio. Tutte le classi sociali, dai sacerdoti agli schiavi, facevano un intenso uso di sostanze aromatiche nella vita quotidiana, e in ogni occasione festiva si bruciavano non solo nei templi ma anche per strada le resine ed i legni balsamici.

Immensi quantitativi di queste sostanze venivano stipati in appositi locali adiacenti ai templi, ed erano amministrati personalmente dai sacerdoti che avevano anche il compito di presiedere alla preparazione delle miscele da incenso, dei medicamenti e dei profumi. Con l'affinarsi delle tecniche e delle conoscenze questi procedimenti diventarono dei rituali magici e minuziosi che potevano protrarsi per mesi.
Le ricette, dapprima tenute segrete, vennero poi iscritte in geroglifici sulle mura esterne dei templi più importanti affinché tutti potessero usufruirne.

Nei ceti più bassi ci si accontentava di mescolare economiche essenze di erbe come menta, timo e origano con olio di ricino o grassi animali, mentre le dame della nobiltà potevano permettersi costose acque aromatiche alla rosa, alla violetta e al gelsomino e unguenti a base di oli pregiati e di miele con profumi di rosa e cannella, di mirra e di incenso, di sandalo e cedro.

I profumi più ricercati erano il Mendesium, ul Metopium, l'Aegyptium e il Cyprinum, ma era soprattutto il divino Kiphy, il profumo per eccellenza, nato da una ricca mescolanza di essenze secondo regole magiche, sacre e precise.

Nel De Iside Plutarco lo descrive come "una mistura composta da sedici ingredienti: miele, vino, uva passa, cipero, resina, mirra, aspalato, seseli e poi lentisco, bitume, stramonio, lapazio; con l'aggiunta dei due tipi di ginepro, quello chiamato grosso e quello piccolo, il cardamomo e la cannella."
Continua poi Plutarco: "La mescolanza non è fatta come capita, ma eseguita dai profumieri secondo le precise indicazioni delle sacre scritture."

In altre ricette compare invece un numero diverso di ingredienti, da dieci a cinquanta addirittura. Plutarco sottolinea l'azione aromatica e tonificante di questa miscela di aromi che "sprigionano un dolce vapore e una esalazione salutare... in questo modo l'aria si ricambia e il corpo dolcemente cullato da questo piacevole alito acquista una disposizione favorevole al sonno, mentre la tristezza e la tensione delle preoccupazioni quotidiane si allentano e si sciolgono come nodi; ,e tuttavia non è ubriachezza."